XX edizione dei Giochi del Mediterraneo: edizione record. Peppe Di Palo tra gli uomini chiave della macchina organizzativa

Ventidue giorni di sport, migliaia di atleti e rappresentanti delle delegazioni, centinaia di gare, 931 medaglie assegnate e un’Italia capace di riscrivere la storia dei Giochi del Mediterraneo. La XX edizione della rassegna, iniziata il 21 agosto e chiusa il 3 settembre a Taranto, consegna numeri da record e un’immagine forte dello sport italiano.
Ma dietro le medaglie, le vittorie e le emozioni degli atleti c’è un’altra gara, quella che si corre lontano dai riflettori. È la gara dell’organizzazione, del coordinamento, della programmazione e della capacità di far funzionare una macchina complessa.
E in questa partita ha giocato un ruolo da protagonista Peppe Di Palo, già atleta olimpionico di canottaggio e socio del Circolo Canottieri Napoli: è stato il Responsabile dell’Area Sport e Competizioni – Sport & Competitions Director del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
Un incarico di enorme responsabilità, affidatogli nell’aprile 2025 per le sue competenze e la sua professionalità. Una scelta fortemente voluta da Davide Tizzano, Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo e Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, scomparso prematuramente nel dicembre dello scorso anno.
Una scelta che, alla luce del risultato finale, si è rivelata lungimirante.
Organizzare i Giochi del Mediterraneo significa gestire una vera e propria città dello sport. Significa mettere in comunicazione atleti, federazioni, Comitati olimpici nazionali, giudici, tecnici, ufficiali di gara e organizzatori. Significa rispettare calendari internazionali, garantire impianti e competizioni, risolvere problemi prima ancora che diventino tali.
È la parte meno spettacolare dell’evento, ma probabilmente quella più delicata.
E Di Palo ha avuto proprio il compito di presidiare questo settore, coordinando l’Area Sport e Competizioni e contribuendo a trasformare un progetto sulla carta in una manifestazione capace di ospitare oltre 6.000 tra atleti e rappresentanti dei Comitati olimpici nazionali, oltre a 428 rappresentanti delle federazioni internazionali. Numeri impressionanti, che danno la dimensione della sfida vinta.
Il percorso di Di Palo assume un significato particolare proprio perché nasce dalla pratica sportiva.
Essere stato atleta olimpionico significa conoscere dall’interno la pressione della competizione, le esigenze di una delegazione, l’importanza dei tempi, la necessità di trovare risposte rapide e affidabili.
Conoscere lo sport da atleta e poi mettersi al servizio dello sport da dirigente e organizzatore rappresenta un valore aggiunto.
A Taranto Di Palo ha portato proprio questo patrimonio: esperienza, metodo e cultura della competizione e quella sana napoletanitá che aiuta a trovare sempre la giusta soluzione ai problemi.
Per lui, uomo di sport, è forse la medaglia più bella: aver contribuito, lontano dai riflettori, a trasformare Taranto 2026 in un’edizione da record.